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Acerra. Dalla camorra ai rifiuti, da Mons. Riboldi a Don…?

La Diocesi di Acerra, che con le sue 28 parrocchie è tra le più piccole della Campania, da oltre un anno attende il nuovo pastore, a Mons. Riboldi, attento difensore della legalità, farà seguito un pastore custode del creato e sostenitore della tematica ambientale?

La prima notizia certa dell’esistenza della Diocesi di Acerra, eretta nell’XI secolo, fa riferimento al Papa Niccolò II che tra il 1058 e il 1060 venne a consacrare nella diocesi alcuni vescovi e creò cardinale Oderisio conte dei Marsi. Inizialmente soggetta alla Santa Sede, presto divenne suffraganea dell’Arcidiocesi Metropolitana di Napoli e, nel giugno del 1818, il Papa Pio VII la unì alla Diocesi di Sant’Agata de’ Goti, unione durata fino al marzo del 1855. La vita della Diocesi e dei suoi pastori non fu tuttavia tranquilla infatti, con la morte di Mons. Giuseppe Gennaro Romano, avvenuta nel marzo del 1864, la Diocesi restò senza pastore e fu sede vacante per otto anni, fin quando, nel febbraio del 1872, fu eletto Mons. Giacinto Magliulo, a lui successe Mons. Francesco De Pietro (pastore per 32 anni) e Mons. Nicola Capasso (per altri 33 anni). Quando quest’ultimo si ritirò dall’incarico lasciò la Diocesi senza pastore e cosi per altri 12 anni la sede fu vacante, fin quando vi giunse Mons. Antonio Riboldi.

Sua Ecc.za Mons. Riboldi, ormai 90enne, in una delle conferenze che ancora tiene in giro per l'Italia

Sua Ecc.za Mons. Riboldi, ormai 90enne, in una delle conferenze che ancora tiene in giro per l’Italia

Nato il 16 gennaio del 1923 fu ordinato Vescovo nel marzo del 1978 dal Cardinale Salvatore Pappalardo. Don Riboldi, da giovane sacerdote, fu inviato nel 1958 ad una parrocchia della Valle del Belice e quando nel 1968 la zona del trapanese fu sconvolta dal terremoto si trovò ad affrontare le prepotenze della mafia e si mise al fianco dei cittadini che chiedevano una casa e con loro andò ad abitare in una costruzione di legno. In quegli stessi anni strinse rapporti con l’onorevole Piersanti Mattarella (ucciso dalla mafia, mentre era Presidente della Regione Sicilia, il 6 gennaio del 1980) e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (ucciso il 3 settembre del 1982 quand’era Prefetto di Palermo). Per il suo impegno a favore della legalità e nel contrasto alle organizzazioni criminali, il Santo Padre Paolo VI lo nominò Vescovo di Acerra nel gennaio del 1978. In questa diocesi, dove forte è il condizionamento della Camorra, e che oltre la città di Acerra comprende Arienzo, San Felice a Cancello, San Marco Evangelista, Santa Maria a Vico, parte del comune di Cervino e di Casalnuovo di Napoli, Mons. Riboldi indirizzò il suo impegno nell’azione di persuasione dei fedeli riuscendo a rompere il muro d’omertà che da decenni caratterizzava la zona ottenendo anche il pentimento e la collaborazione con la giustizia di numerosi camorristi. Il suo apostolato si è svolto anche in diverse carceri italiani, infatti, numerosi pentiti lo hanno voluto incontrare, tra questi anche Raffaele Cutulo, fondatore e leader della Nuova Camorra Organizzata, che volle, da lui, essere confessato. Con il raggiungimento dei 75 anni ha rassegnato le sue dimissioni e nel dicembre del 1999 è stato sostituito da Mons. Salvatore Giovanni Rinaldi. Quest’ultimo ha rassegnato le sue dimissioni nel maggio del 2012 in occasione dei suoi 75 anni e quindi è da oltre un anno che la diocesi attende il nuovo pastore. In questi anni Acerra è in tutte le cronache “nere” nazionali perché rientra nell’area denominata triangolo della morte e perché sul suo territorio sorge l’unico inceneritore della Regione Campania. Il territorio diocesano, che risulta essere tra i più compromessi, necessita quindi di un pastore saggio che ponga la sua attenzione alle tematiche ambientali. Come Mons. Riboldi fu strenuo difensore della legalità e lottò la criminalità organizzata sentendo forte il grido di giustizia che proveniva dalle terre della sua diocesi, cosi il nuovo pastore dovrebbe essere scelto per la forte risonanza che potrebbe dare nella difesa ambientale della zona del napoletano-casertano. Una idea, un nome adatto, un sacerdote “ambientalista” noi l’avremo, ma lasciamo fare a Dio, i nostri disegni non sono i suoi…

3 Responses to “Acerra. Dalla camorra ai rifiuti, da Mons. Riboldi a Don…?”

  1. domenico says:

    Non scriviamo per favore inesattezze… la Diocesi di Acerra con il suoi oltre 120,00 ab. non è la più piccola della Campania, anzi per numero di abitanti è tredicesima su 25 diocesi! Le più piccole per superficie sono: Pompei, Ischia, Montevergine,Pozzuoli,Cava dei Tirreni. Nessuno si sognerebbe di dire che la diocesi di Pozzuoli “è piccola” ha una popolazione di oltre 500,000 abitanti ma lo è per superficie più piccola della stessa diocesi di Acerra di oltre 50 Kmq. In una diocesi vale il numero delle anime non della superficie! Sarebbe opportuno che vi documentaste meglio!

    • lavocedelsanto says:

      Credimi, ci siamo documentati bene, forse non hai letto con attenzione.
      Hai ragione quando affermi che la Diocesi per popolazione è tredicesima su 25 ma ti sfido a trovare nell’articolo il riferimento alla popolazione, come potrai notare abbiamo anche chiarito il parametro usato: “con le sue 28 parrocchie è tra le più piccole della Campania”. Nel “decretare” l’importanza di una Diocesi si guarda, oltre alla popolazione, a molte altre cose, come ad es. il numero di Parrocchie, il numero di sacerdoti, di religiosi e religiose, ecc. Se segui quest’altro parametro potrai notare che Acerra anche con una popolazione superiore (111.387 abitanti-fedeli, vanno infatti contati i soli battezzati e non la popolazione civile) ha in realtà meno parrocchie, alcune diocesi infatti con meno popolazione ne hanno quasi il triplo (vedi ad es. la Diocesi di Teano-Calvi che con 75.746 abitanti ha 70 Parrocchie). Acerra seguendo la logica delle parrocchie supera solo la Diocesi di Ischia (ferma a 25), la Prelatura di Pompei, e le Abazie territoriali di Montevergine e Cava de’ Tirreni), se poi si pensa al numero di sacerdoti, con i suoi 53 sacerdoti supera di poco Sessa Aurunca (ferma a 48) e Ischia, Pompei, Montevergine e Cava de’ Tirreni. Come vedi in ragione del parametro le considerazione sull’essere o meno grande variano. Tutti i dati usati negli articoli pubblicati su questo blog fanno riferimento all’Annuario Pontificio e all’Archivio dell’Istituto Centrale per il sostentamento del Clero, dati che è possibile consultare anche collegandosi al sito della Conferenza Episcopale Italiana. In ogni modo, ti ringraziamo per il commento perchè ci hai permesso di fare questo chiarimento e allo stesso tempo ci hai aiutati nell’informare che per popolazione è la 13 su 25, quindi non tra le ultime.

      • lavocedelsanto says:

        Ci auguriamo ti sia piaciuto l’altro articolo scritto sulla Diocesi di Acerra per la nomina del Vescovo Di Donna. Come potrai notare lì abbiamo riportato alcune notizie già citate in questo articolo e altre più esaustive su abitanti, superficie e pastori insigni.

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