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Cantico di Zaccaria

Zaccaria scrive sulla tavoletta il nome del bambino

Zaccaria scrive il nome del bambino

Il Benedictus o Cantico di Zaccaria è contenuto nel primo capitolo del Vangelo di Luca ed è l’inno che, il padre di Giovanni Battista, canta per lodare e ringraziare Dio. Questo cantico, che la tradizione della Chiesa usa ogni mattina alle Lodi Mattutine e nella Liturgia delle Ore, annuncia con chiarezza, in senso profetico, che il Bambino sarà il Profeta dell’Altissimo. Secondo il Vangelo di Luca, Zaccaria che era sacerdote del tempio e apparteneva alla classe sacerdotale di Abia, durante il suo turno di servizio, riceve la visita dell’Arcangelo Gabriele che gli annuncia la nascita di un figlio. Zaccaria e sua moglie Elisabetta erano ormai anziani pertanto il sacerdote mostra incredulità dinanzi alle parole dell’Arcangelo e cosi viene reso muto. Passano i  mesi e otto giorni dopo la nascita, al momento del rito della circoncisione, doveva essere imposto il nome al bambino, Zaccaria che ancora non poteva parlare, in quella occasione, scrisse su una tavoletta che il nome era Giovanni, seguendo le indicazioni che gli aveva dato l’Arcangelo, confermando, in quel modo, la veridicità delle parole dell’Angelo. Zaccaria e sua moglie Elisabetta (ricordata per la visita di Maria e il canto del Magnificat) sono venerati da tutte le Chiese Cristiane, quella Cattolica li ricorda come santi e ne fa memoria liturgica il 23 settembre. Nel 2003 presso Yad Avshalom (Gerusalemme) è stata ritrovata un’iscrizione del IV secolo che recita: “Questa è la tomba di Zaccaria, il martire, il santo sacerdote, il padre di Giovanni“. 

Il Cantico viene recitato da Zaccaria appena ritrova la voce, dopo aver scritto sulla tavoletta il nome del bambino, ed è un canto di gioia e di ringraziamento, questo cantico è quindi anche una preghiera e ci ricorda di rende onore a Dio perché tramite il suo servo Davide ha visitato il suo popolo per redimerlo (chiaro riferimento alla nascita di Nostro Signore).

Cantico di Zaccaria

Benedetto il Signore, Dio di Israele,* perché ha visitato e redento il suo popolo e ha suscitato per noi una salvezza potente* nella casa di Davide suo servo, come aveva promesso* per bocca dei suoi santi profeti di un tempo, salvezza dai nostri nemici* e dalle mani di quanti ci odiano; così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri* e si è ricordato della sua Santa Alleanza, del giuramento fatto ad Abramo nostro padre* di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore in santità e giustizia* al suo cospetto per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo,* perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza* nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,* per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte,* e dirigere i nostri passi sulla via della pace.

 

Lo proponiamo di seguito nella versione cantata da Kiko Arguello – Fondatore del Cammino Neocatecumenale.