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Mons. Francesco Marino – Vescovo di Nola

Sua Ecc.za Mons. Francesco Marino

Sua Ecc.za Mons. Francesco Marino

Sua Ecc.za Mons. Francesco Marino è nato a Cesa (Ce) il 24 novembre del 1955. Dopo aver frequentato gli studi medi-ginnasiali nel Seminario di Aversa (sua diocesi di appartenenza) e aver conseguito il Baccalaureato in Teologia al Seminario Interregionale Campano di Posillipo è stato ordinato presbitero il 6 ottobre del 1979. Ha proseguito gli studi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Napoli e, nel 1989, si è licenziato in Teologia Dogmatica. Animatore dei seminaristi del liceo, Vicario nella Parrocchia di Sant’Antimo in Sant’Antimo, Docente di religione, Vice-Rettore animatore nel seminario di Posillipo, Parroco di S. Sossio e Madonna di Pantano a Villa Literno, Docente di Ecclesiologia alla Facoltà Teologica di Posillipo, Responsabile della Formazione Permanente del clero, Assistente Diocesano di Azione Cattolica, Docente presso l’Istituto di Scienze Religiose della diocesi di Aversa, Parroco di S. Michele Arcangelo in Trentola Ducenta e Vicario Foraneo dell’omonima Forania.

Il 13 novembre 2004 il Pontefice San Giovanni Paolo II lo nomina Vescovo di Avellino, a seguito della rinuncia presentata da Mons. Antonio Forte per raggiunti limiti d’età.  L’otto gennaio del 2005, nella chiesa Cattedrale di Aversa, ha ricevuto l’ordinazione episcopale dalle mani di Sua Em.za il Cardinale Crescenzio Sepe e il 15 gennaio ha iniziato il ministero episcopale in diocesi. L’11 novembre del 2016 il Santo Padre Francesco lo ha trasferito alla sede vescovile di Nola

La diocesi di Nola, sede suffraganea dell’arcidiocesi metropolitana di Napoli, conta oltre 450.000 fedeli e oltre alla città di Nola, nella quale c’è la sede cattedrale di Santa Maria Assunta, comprende i comuni di Avella, Baiano, Boscoreale, Brusciano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Castello di Cisterna, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Domicella, Lauro, Liveri, Mariglianella, Marigliano, Marzano di Nola, Moschiano, Mugnano del Cardinale, Ottaviano, Pago del Vallo di Lauro, Palma Campania, Poggiomarino, Pomigliano d’Arco, Quadrelle, Quindici, Roccarainola, Sant’Anastasia, San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, San Paolo bel Sito, San Vitaliano, Saviano, Scafati, Scisciano, Sirignano, Somma Vesuviana, Sperone, Taurano, Tavernanova (frazione di Casalnuovo di Napoli), Terzigno, Torre Annunziata, Tufino, Visciano. Il territorio, di oltre 450 kmq, è suddiviso in 115 parrocchie affidate alle cure pastorali di 140 sacerdoti secolari, 78 sacerdoti regolari e 22 diaconi permanenti.

Una datazione precisa dell’erezione della diocesi non è possibile, tuttavia la tradizione ritiene che il primo Vescovo sia stato San Felice, nel I secolo. San Paolino, successore a quella cattedra vescovile, diffuse la conoscenza del presbitero Felice e trasformò il cimitero dove era sepolto (Cimitile) in un luogo di culto, in seguito molti dei suoi successori si fecero inumare nei pressi della tomba del santo. La Diocesi di Nola fu a lungo contesa tra le province ecclesiastiche di Benevento, Salerno e Napoli, nel 1100 circa il Papa Pasquale II, con un rescritto, la assegnò alla metropolia di Salerno, poco dopo, in occasione del Concilio Lateranense del 1179, il vescovo di Nola Bernardo si trova inserito tra i suffraganei dell’Arcivescovo di Napoli. La chiesa cattedrale è stata costruita diverse volte nel corso dei secoli, l’ultima volta a seguito di uno spaventoso incendio doloso che, nel 1861, l’aveva quasi completamente distrutta. La città di Nola è conosciuta a livello mondiale per la tradizionale festa dei gigli, che celebrano il ritorno in città di San Paolino. La diocesi ha tra i suoi confini alcuni importanti Santuari: – quello della Madonna dell’Arco nella cittadina di Sant’Anastasia; – della Madonna Consolatrice del Carpinello a Visciano; – di Santa Filomena a Mugnano del Cardinale; – della Madonna Liberatrice dai Flagelli di Boscoreale e della Madonna della Neve a Torre Annunziata.

                                                                                                            G.R.