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Napoli. Al Volto Santo, una lectio su Sant’Agostino

de gratia et de libero arbitrioUn focus sulla relazione tra la grazia di Dio e il libero arbitrio dell’uomo secondo Sant’Agostino d’Ippona: un vescovo, filosofo, e teologo, annoverato, senza discussioni, tra i massimi pensatori cristiani (nato a Tagaste nel 354 e morto nel 430 a Ippona). Questo in sintesi l’abstract del terzo incontro dell’anno accademico 2017/2018 della Lectura Patrum Neapolitana, un’iniziativa cultura di approfondimento del pensiero dei Padri della Chiesa, fondata dal compianto padre Giacinto Ruggiero o.f.m., ed attualmente curata dal Prof. Antonio V. Nazzaro.
L’avvio del simposio, tenutosi nel pomeriggio di sabato 24 febbraio presso la sala convegni del Tempio del Volto Santo, è stato dato dalla presentazione del trattato di Sant’Agostino “La grazia e il libero arbitrio”, nella traduzione e presentazione del prof. Giuseppe Balido, pubblicata dall’Editrice Domenicana Italiana nel 2016.
E’ stata la prof.ssa Teresa Piscitelli, ordinario di Letteratura Cristiana Antica nell’Università di Napoli, a relazionare su una delle prime opere patristiche dell’Ipponate: un tema, a dire il vero, sul quale avrebbe dovuto relazionare il prof. Marcello Marin, indisponibile per motivi di salute.
LP 24-2-18Il trattato che stasera leggiamo – cosi l’incipit di Piscitelli - fu composto da Agostino nel 426/27, ed è presentato con una finissima introduzione del collega Giuseppe Balido, conoscitore profondo del pensiero di questo Padre della Chiesa. Questa lectura ci induce a chiarire, anzitutto, quali sono i problemi che si dibattono in questi anni, e quali delle discussioni sul problema antropologico si iniziano a sviluppare. Il trattato era indirizzato ai monaci di Adrumeto (Tunisia) dove si erano accese animate discussioni tra grazia divina, libertà umana e battesimo“.
L’accademico ha poi dissertato sul contesto storico di riferimento, in particolare per il periodo delle dispute di Agostino con i monaci pelagiani. “Siamo attorno all’anno 418 – ha continuato Piscitelli- ed è un momento in cui è acceso il dibattito tra Agostino e i Pelagiani. Questo trattato trae origine in una lettera (la n. 194) verso un futuro papa. Con questa lettera Agostino ha scombussolato i manico. E’ l’anno che ha visto la condanna di Pelagio e Celestino. La grazia come ci viene? Perché ce la meritiamo?  Agostino risente molto di Paolo. Il concetto di grazia deriva dall’Apostolo. La vita eterna è grazia e merito. In conclusione, il volere dell’uomo si accende con il libero arbitrio che è condizione necessaria ma non sufficiente
Degno di menzione, il commento del Prof. Giuseppe Balido, Docente di Filosofia e di Logica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale San Tommaso di Napoli, che ha ringraziato la prof. Piscitelli “per questa bella presentazione. Senza dubbio, ci troviamo di fronte ad un testo difficile che richiede studio assiduo, preghiera continua e umiltà. Del resto è lo stesso Agostino che, abbandonando la sua posizione di filosofo, e vestendo quella di teologo, in più di un’occasione, ci chiarisce l’approccio che occorre avere: “Riprendete assiduamente questo libro; e se comprendete ringraziate Dio (…); se non comprendete, pregate di comprendere: il Signore, infatti, Vi darà l’intelligenza”.
Ha coordinato l’incontro il prof. Antonio V. Nazzaro che ha ringraziato Nazzaro ha poi letto un’ode su Sant’Agostino composta da Cristina di Lagopesole ed ha annunciato una prossima commemorazione del prof. Vincenzo Luongo, recentemente scomparso, che si terrà mercoledì 7 marzo ore 18 via Mezzocannone 8 (II piano) segreteria dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, insieme alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti. In sala, dopo la presentazione, si è tenuto il tradizionale dibattito che è stato l’occasione per fugare ai presenti alcuni dubbi. Ha fatto da cornice al meeting un qualificato uditorio, con diversi professori universitari e studenti, e uno stuolo di religiose, ad iniziare dalla Madre Generale, suor Leonia Buono della Congregazione delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

La prossima lectio è fissata per sabato 17 marzo, alle ore 17:00, quando salirà in cattedra Luigi Franco Pizzolato, professore emerito dell’Università Cattolica di Milano che leggerà “Massimo il Confessore. Mistagogia” a cura di M.Parrinello (lettura cristiane del primo millennio) Paoline 2016.
Ingresso Libero.

                                                          Antonio Boccellino