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Lectura Patrum Neapolitana, una riflessione sulle prime comunità cristiane.

Un focus sulle origini del cristianesimo, partendo dall’analisi delle prime comunità cristiane. Questa l’istantanea del quarto incontro dell’anno accademico 2012/2013, della Lectura Patrum Neapolitana, l’associazione che fa della divulgazione del pensiero dei Padri della Chiesa della sua ragion d’essere.

L’avvio della lectio, tenutasi nel pomeriggio di sabato 16 febbraio presso la sala convegni del Tempio del Volto Santo, è stato dato dalla presentazione del volume “Ebrei credenti in Gesù”. A relazionare sul testo è stato il prof. Marcello Marin, ordinario di Letteratura Cristiana Antica nell’Università di Foggia che ha evidenziato come il  rapporto tra Ebrei e Cristiani ha animato un dibattito, all’interno della letteratura cristiana antica, che conserva, ancora oggi, con il dialogo interreligioso, tutta la sua attualità.

Il volume, edito dalle Paoline e pubblicato nel 2012, è stato scritto a più mani, e  rappresenta una sorta di grande antologia (circa 700 pagine) che raccoglie non solo testimonianze della Chiesa, ma anche esperienze giudaiche e manichee.

“Le esperienze dei primi gruppi cristiani provenienti dal giudaismo – ha affermato Marin – rivive mirabilmente nelle pagine di questo libro; esse ritengo rappresentino un supporto fondamentale per conoscere le origini della storia cristiana. Un periodo, quello del I secolo, caratterizzato da duri contrasti nella Chiesa tra cristiani giudaizzanti e cristiani provenienti dalle file del paganesimo”

L’accademico ha poi letto alcuni passi significativi del libro come il “Dialogo con Trifone” di Giustino, “Contro le eresie” di Ireneo e dei frammenti dei cosiddetti “Vangeli giudeocristiani” come il “Vangelo degli ebrei”, quello degli ebioniti ed altri rientranti nei testi apocrifi.

Il seminario, organizzato dalle Piccole Ancelle di Cristo Re, è stato introdotto dal prof. Antonio V. Nazzaro, Professore Emerito nell’Università di Napoli Federico II e tra i fondatori di Lectura Patrum Neapolitana, che ha colto l’occasione per inviare un reverente e commosso saluto al Sommo Pontefice per l’epocale quanto coraggiosa iniziativa di rinunciare a guidare la barca di Pietro dal prossimo 28 febbraio.

“Sarebbe grave e diseducativo – ha sottolineato il fondatore dell’associazione – nei riguardi dei più giovani e dei meno informati ridurre questa drammatica decisione, che ha colpito in pari misura laici e religiosi, credenti e non credenti, a un puro e semplice smarrimento del Pontefice davanti alla consapevolezza delle precarie condizioni di salute e dell’età che passa. Ciascuno giudichi questa vicenda con la propria scienza e con la propria libertà di coscienza.  E soprattutto ciascuno preghi perché lo Spirito Santo faccia scegliere un nuovo nocchiero e lo aiuti a guidare la nostra navicella tra i marosi di questa vita. A Joseph Ratzinger vada, infine, la   gratitudine dei cristiani per il generoso sacrificio compiuto insieme con l’augurio per una più serena vecchiaia nel nascondimento e nella preghiera.

Il prof. Nazzaro ha, infine, concluso con l’auspicio che la conoscenza dei testi di letteratura cristiana antica promossa dalle Piccole Ancelle contribuisca a fortificare la nostra fede manchevole , la nostra speranza precaria e la nostra  carità deficiente.

Sulla stessa lunghezza d’onda sr. Leonia Buono – la segretaria della Congregazione fondata dai servi di Dio in cammino di Santità suor Antonietta Giugliano e Padre Sosio Del Prete – che ha cosi commentato: “L’argomento trattato dal prof. Marin assume una connotazione davvero interessante in speciale modo in quest’Anno delle Fede. La chiarezza espositiva del relatore insieme all’insostituibile supporto del prof. Nazzaro hanno reso fruibile la comprensione di uno dei segmenti oggettivamente più impegnativi nell’ambito della letteratura cristiana.”

Hanno fatto da cornice al simposio circa duecento persone, tra le quali molte religiose della Congregazione – a partire dalla Madre Generale sr. Maria Luisa Orgiani, dalle Madre Emerita Sr. Antonietta Tuccillo, ed alcuni accademici e studiosi della materia, quali il Prof. Marco Dulvi Corcione, che hanno animato il consueto dibattito finale. 

                                                                                     Antonio Boccellino