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Lectura Patrum Neapolitana. Gli Inni di Ilario di Poitiers.

Con la lectura di Mario Maritano su Ilario di Poitiers, sabato 18 febbraio, si è tenuto il IV incontro del XXXVII ciclo della Lectura Patrum Neapolitana, l’attività culturale di approfondimento del pensiero dei Padri della Chiesa, fondata dal compianto padre Giacinto Ruggiero ofm, ed attualmente curata dal Prof. Emerito Antonio V. Nazzaro e da Antonietta Tuccillo, Madre Emerita delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

Il simposio si è svolto nel Tempio del Volto Santo davanti ad un qualificato uditorio, ed ha visto in sala, oltre al relatore, gli autori del testo, i professori Luigi Longobardo e Pasquale Giustiniani. Ha fatto da cornice al meeting uno stuolo di religiose, ad iniziare dalla Madre Generale, suor Leonia Buono della Congregazione delle Piccole Ancelle di Cristo Re.

“Don Mario Maritano – così il prof. Nazzaro nell’introduzione – è Professore di Letteratura Cristiana Antica nella Pontificia Università Salesiana ed ha lasciato ampie tracce della sua inesauribile attività didattica di divulgazione sul pensiero dei Padri della Chiesa, ed, in particolare, su Ilario di Poitiers che è stato definito l’Atanasio dell’Occidente, per la sua grande opposizione all’arianesimo.” “Il volume che presentiamo – così l’accademico –  è intitolato “A Costanzo. Inni”, ed è stato tradotto dai professori Longobardi e Giustiniani, per la collana di Testi Patristici edita dalla Città Nuova nel 2015.”

20170218_175618 (2)Maritano, dopo aver tracciato le coordinate storiche di Sant’Ilario, segnalando che era “vescovo e dottore della chiesa, vissuto nel IV secolo, convertitosi da adulto al cristianesimo, e  famoso per le sue battaglie contro l’arianesimo”, ne ha messo in luce la poderosa produzione letteraria, specificando come “egli è autore di molti testi, come il De Trinitate, e di tre inni che hanno un alto valore teologico e pastorale”. “Con essi  Ilario – ha continuato Maritano – nel clima provocato dalla eresia ariana nella metà del IV sec., prova a difendere l’ortodossia. Con il testo A Costanzo supplica l’imperatore, pregandolo di autorizzare un dibattito tra lui e Saturnino di Arles per dimostrare la sua aderenza alla fede evangelica. Con gli Inni provò ad erudire, da un punto di vista dottrinale, i suoi fedeli. Di tali testi ne sono giunti a noi solo tre: Cristo Dio, in cui Ilario esprime la sua fede nell’unico Dio; La resurrezione di Cristo, inno pasquale declamato da una voce femminile e Le tentazioni di Cristo. Dobbiamo ringraziare gli autori di questo testo per aver colmato questa lacuna”

In sala, dopo la presentazione, si è tenuto il tradizionale dibattito che è stato l’occasione per fugare ai presenti alcuni dubbi. Degno di menzione, il commento di uno degli autori del testo il prof. Pasquale Giustiniani, che ha così commentato: “Nel secolo IV, che il prof. Simonetti chiama il secolo della controversia ariana, si gioca una grande battaglia all’interno delle varie chiese di Oriente e di Occidente: come formulare la nostra fede in Dio, uno e trino; e come formulare la nostra fede in Gesù Cristo, il quale è figlio, ma è Dio quanto il Padre e poi nasce da Maria Vergine. Quindi problemi apparentemente astrusi e astratti, ma che rappresentano il nucleo della fede cristiana. Tra gli autori che più sono significativi a dirimere la querelle sono i padri della Chiesa del IV secolo, sia orientali che occidentali: tra di essi, si annovera Ilario di Poitiers. La cui opera, ormai edita integralmente in latino, non era ancora tradotta in Italiano: per esempio, non era tradotta, fino  ad oggi, la “Supplica” che egli rivolge all’imperatore Costanzo, sperando che Costanzo da filo ariano che era diventasse filo ilariano; e poi abbiamo tradotto gli unici tre inni superstiti di Ilario che sono più antichi di quelli di Ambrogio.”

Prossimo incontro fissato per sabato 18 marzo alle ore 17:00:  Teresa Piscitelli, professoressa di Letteratura Cristiana Antica nell’Università di Napoli “Federico II” leggerà “Taziano. Ai Greci” a cura di Gabriella Aragione (Letture cristiane del primo millennio 52)., Milano, Paoline 2015.

                                                                                                        Antonio Boccellino