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Lectura Patrum Neapolitana. Teresa Piscitelli legge il “Flos Sanctorum” di Cristina di Lagopesole

Lectura PatrumPoesia e spiritualità al centro della III lectio di “Lectura Patrum Neapolitana”, tenutasi nella serata di sabato 12 marzo al Tempio del Volto Santo, diretto dalle Piccole Ancelle di Cristo Re. Il simposio, rientrante nel XXXVI ciclo di lezioni del sodalizio di studi patristici fondato dal compianto Padre Giacinto Ruggiero ofm, ha visto salire in cattedra la Prof.ssa Teresa Piscitelli, ordinaria di Letteratura Cristiana Antica presso l’Università “Federico II” di Napoli, che ha presentato l’opera “Flos Sanctorum. Peregrinatio per annum” di Cristina di Lagopesole. Un testo, stampato da Laicata Editore nel 2005  che – con le sue mille pagine, la pregevole veste tipografica – persino la carta pregiata avoriata – si presenta con una rara e preziosa raffinatezza nella forma, e  si rifà ai libri liturgici pubblicati dalle varie Conferenze Episcopali. Quello che affascina e rende il volume unico nella storia della Chiesa cattolica è rappresentato dal fatto che è un martirologio, ossia un testo che raccoglie le vite dei martiri cristiani, dai contenuti in versi; il tutto scritto da una donna. Dopo l’avvio dell’incontro, appannaggio del prof. Antonio Vincenzo  Nazzaro, che è direttore del sodalizio di studi sui Padri della Chiesa, la lectio è entrata nel vivo con il contributo di Piscitelli. L’accademico si è soffermata sulle caratteristiche dell’opera. “Il Flos – ha esordito – è un’opera che investe tutto l’anno liturgico. Il volume è stata scritto nel 2005 si apre con l’introduzione di Gianfranco Grieco. Contiene 15 mila versi, e presenta 528 inni con oltre 700 santi considerati e il loro numero presentato in un giorno del calendario varia da uno a cinque. Ogni inno è introdotto da un incipit che costituisce un testo nel testo. L’opera contiene 16 inni cristologici; 15 inni mariani; 2 inni paolini; 2 inni petrini; 2 inni giovannei; inni per tutti i santi lucani”. “Il Flos Sanctorum – ha concluso il relatore – che potremmo tradurre come il “giardino dei santi” è un’opera che esalta i santi che sono nostri amici. Chiude l’opera il ciclo iconografico con 12 tavole realizzate da Gustavo Costanzo”. Piscitelli ha, poi, letto alcuni canti presenti nell’abstract del volume distribuito al folto e qualificato pubblico in sala: come ad esempio quello dedicato a “San Basilio Magno” che la chiesa ricorda il 2 gennaio, l’inno a “San Paolino da Nola” il 22 giugno, e il carme dedicato a “Santa Maria Maddalena Apostola Apostolorum”.

Testimonial dell’evento, l’autrice stessa del volume, Cristina di Lagopesole, una suora carmelitana al secolo Cristina Rosati, nota anche come Madre Cristina di Gesù Crocifisso: la stessa ha spiegato anche la sua vocazione:  sposata con due figli, ha vissuto per oltre 30 un periodo di castità matrimoniale; dopo la morte del coniuge, del quale ne ha lodato la vicinanza per la condivisione della scelta, si è consacrata nel 2005. Nata nel 1942, si è laureata in pedagogia, ed è autrice dal 1983 di oltre venti libri tra filotee, omelie, poesie e saggi. Ha fondato nel 2001 un Santuario dedicato al Divino Crocifisso a Lagopesole, in provincia di Potenza, dove vive da sola. “Ho impiegato un anno per completare questo testo – ha così commentato la religiosa – dedicandomi alla scrittura tutti i giorni, prima dell’alba, dalle 4 alle 7 del mattino, ora della Resurrezione”. Per finire, il tradizionale dibattito del pubblico, particolarmente numeroso per l’occasione, che non ha risparmiato applausi autentici per complimentarsi con l’autrice per il suo lavoro; ammirevole, inoltre, come la stessa ha evidenziato, che è “l’unica donna che in oltre 2000 anni di cristianesimo si è cimentata in questo lavoro; circostanza che dovrebbe far gioire tutte le donne”, sottolineando l’attualità dei suoi scritti, tant’è che “molti canti del Flos trovano sistematicamente spazio nel  foglietto domenicale della Santa Messa di padre Edoardo Scognamiglio”. Ha concluso la giornata la Madre Generale, suor Leonia Buono, che, a nome della Famiglia religiosa delle “Piccole Ancelle di Cristo Re” ha augurato a tutti una Santa Pasqua.

                                                                                                       Antonio Boccellino