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Napoli. Una “Santa, pazza, anormale, sanissima”: Madre Flora

Napoli. Al Volto Santo un convegno per ricordare Madre Flora De Santis. 

madre floraSi sono concluse le iniziative commemorative in onore di Madre Flora De Santis (1899-1969), la donna che ha fatto l’Apostolato del culto del Volto Santo il centro della sua vita. Organizzate dalla Congregazione delle Piccole Ancelle del Cristo Re  in occasione del 50° anniversario della morte (1969-2019), le manifestazioni hanno visto l’avvicendarsi di momenti religiosi, con una solenne celebrazione eucaristica officiata dall’Arcivescovo Crescenzio Sepe nel mese di maggio scorso, a seminari divulgativi del carisma di questa testimone della Misericordia di Dio. L’evento finale si è tenuto, nella serata di sabato 28 settembre, presso l’Aula Magna della Casa del Volto Santo, con un convegno  su “L’esperienza mistica di Madre Flora”, dopo il focus su quella spirituale avvenuto in precedenza.
A relazionare sulle vicende di questa missionaria,  i proff. Francesco Asti e Edoardo Scognamiglio che, attraverso l’esame di vari fonti, hanno focalizzato l’attenzione sui suoi atteggiamenti religiosi. In particolar la relazione del prof. Asti è iniziata con l’analisi del diario tenuto da Madre Flora (che, per ordine delle autorità ecclesiastiche verrà bruciato) e da una serie di lettere scritte in momenti diversi della sua esistenza, nelle quali sono riportate delle rivelazioni e dei dialoghi con Dio. Ed ancora, su un disagio psicologico, centrale nella sua esistenza, causato dal fatto di essere figlia naturale di Elisabetta D’Austria.
Nonostante l’immagine di una donna forte e misericordiosa verso gli altri – cosi il prof. – Madre Flora aveva una grande spina nel cuore per i suoi natali:  è stato uno dei problemi che si è portata per tutta la vita e che lo ha addirittura scritto, a riprova di una coscientizzazione del malessere. Spesso ripeteva: Io so che sono figlia naturale, e questo è stato un peso nella mia vita. Ma il Signore mi ha trasformata’.” D’Asti si è poi soffermato su una serie di indagini psicologiche e psichiatriche che questa donna ha subito dal 1932 in poi. Concludendo come la considerazione di questa donna sia stata multiforme: “Santa la considerano i devoti che l’hanno conosciuta di persona e apprezzato le sue doti.  Pazza la considerano le persone alle quali nega i benefici. Anormale le Autorità ecclesiastiche che non hanno provato la sua attività mistica, la psichiatria la considera sanissima di mente.”
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del prof. Scognamiglio: “ho ricordi da bambino – così Scognamiglio – nei quali Madre Flora aveva un rapporto di confidenza con Gesù. Dava delle risposte a delle persone che si rivolgevano a lei e pregava poi il Signore di esaudirle” concludendo poi l’intervento con la spiegazione del valore delle reliquie e del rapporto tra segno e significato.
Moderato dal prof. Padre Domenico Marafioti, sj, il simposio ha visto una grande partecipazione di pubblico: una sala piena di fedeli in silenzioso raccoglimento e che, spesso, hanno applaudito per gli interventi. Molte le testimonianze di devoti che hanno conosciuto direttamente Madre Flora. Come nel caso di un novantenne che ha ricordato i ripetuti conforti ricevuti da Madre Flora, soprattutto in occasione dell’avvenuta guarigione dalla turbercolosi grazie alla sua intercessione; come quella di un’altra signora che ha ricordato come sua madre, non avendo figli dopo molti anni di matrimonio, si fosse rivolta a  Madre Flora ricevendo rassicurazioni, poi, effettivamente, realizzate. In poche parole, a giudicare da queste prove fornite e dagli applausi autentici, il convegno ha attestato la fama di santità.
 “ Il cammino non è semplice per arrivare alla santità. Così il prof. Ulderico Parente, autore di una monografia su Madre Flora. Richiede prove storiche e testimonianze e c’è bisogno di discernimento. Molto può anche la preghiera dei devoti.”
Presenti all’evento una larga rappresentanza della Congregazione delle Piccole Ancelle di Cristo Re, ad iniziare dalla Madre Generale Suor Leonia Buono, che ha mostrato l’immagine originale del Volto Santo: trattasi di un foglio di calendario che Madre Flora aveva tra le mani mentre pregava la giornata del 10 febbraio del 1932; pagina dalla quale si emanò una grande luce e si rivelò a Madre Flora, generando il culto al Volto Santo.
                                                                                      Antonio Boccellino