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Napoli. Al Tempio del Volto Santo, il prof. Uglione legge “Le uniche nozze” di Tertulliano

Secondo appuntamento, nella serata dello scorso sabato 20 gennaio, al Tempio del Volto Santo, di “Lectura Patrum Neapolitana”, l’attività culturale fondata nel 1980 che fa della promozione e divulgazione delle opere dei Padri della Chiesa la sua ragione d’essere.

Lectura PatrumQuesta volta al centro delle letture è stata la volta di Tertulliano, uno tra i più grandi scrittori dell’antica Chiesa d’Occidente; uno studioso, vissuto tra il II e III secolo, annoverato tra gli apologeti del cristianesimo e tra i pionieri della letteratura latina cristiana: in particolare, il meeting è stato un focus su una delle sue opere fondamentali: “Le uniche nozze”. Edito dalla casa editrice Loescher di Torino nel 2017, il testo è originario, il De Monogamia, è stato rielaborato dal prof. Renato Uglione: si tratta di un’edizione critica che rientra tra le pubblicazioni della collana “Corona Patrum Erasmiana- Serie Patristica”, che l’accademico presiede con il Centro Europeo di Studi Umanistici “Erasmo da Rotterdam di Torino”. A relazionare sul tema è stato proprio Uglione - uno dei massimi esperti di Tertulliano – con una lectio magistralis sul matrimonio, compresa una riflessione teologica e patristica su questo istituto e sull’etica sessuale.

In questo testo di Tertulliano – così l’incipit dell’accademico – si alternano due diversi atteggiamenti, uno a favore e l’altro contrario al matrimonio. Questo argomento, peraltro, occupa uno spazio non secondario nella riflessione teologica di Tertulliano. Le sue uniche nozze, composte attorno al 200 d.c., appartengono al cosiddetto periodo montanista della sua vita, e  rappresentano una appassionata difesa della disciplina matrimoniale contro gli “opposti estremismi” dell’encratismo e del “lassismo” della Grande Chiesa.”

Le uniche nozze coverA seguire, Uglione ha spiegato il contesto culturale dei primi secoli dopo Cristo, e le varie evoluzioni nel corso dei secoli, specificando come “la posizione di Tertulliano non rientra nella tradizione consolidatasi in seguito in seno alla Chiesa ufficiale; tuttavia, non si può prescindere da quella che resta pur sempre una tappa cruciale nello sviluppo della riflessione patristica sul matrimonio e sull’etica sessuale. E non solo per le cose che questo Padre della Chiesa africano ha detto “in positivo” a favore e a difesa dell’istituto matrimoniale: anche gli eccessi rigoristici, cui si è talvolta abbandonato, costituiscono tuttora una testimonianza fondamentale su quale forza attrattiva abbia esercitato l’ascetismo nella comunità cristiana dei primi secoli, e su quale ipoteca esso abbia rappresentato su tutta la successiva speculazione teologica, si può dire fino ai giorni nostri.”

E’ stata la volta poi del prof. Nazzaro che si è complimentato con il relatore e dato qualche elemento di riflessione al simposio. “Ringrazio il prof. Uglione – così il fondatore delle associazione napoletana – per il prezioso contributo di questa lezione; il suo discorso non fa una piega. Tuttavia, mentre nel IV secolo, con Ambrogio e Agostino, si parla delle seconde nozze, in Tertulliano non esiste questa possibilità. Invito, anche a rileggere il capitolo VII della Prima Lettera ai Corinzi di Paolo, dove l’Apostolo sancisce che il matrimonio finisce quando uno dei coniugi muore”; osservazione che ha subito trovata pronta la replica di Uglione “Tertulliano è un sofista e dedica un capitolo intero senza essere convincente per negare le seconde nozze. Sono argomenti per demolire sia le seconde nozze che le prime.”

Hanno fatto da cornice alla lectio uno stuolo di religiose dell’Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re, a partire dalla Madre Generale suor Leonia Buono, e la Madre Emerita Luisa Orgiani. Buona la partecipazione di pubblico interessato ai seminari che trovano interessante partecipare a queste lezioni. “E’ bello partecipare a questi incontri che sono rivolti a tutti – così Salvatore Antonacci, impegnato in un percorso spirituale verso i ministeri e i diaconati permanenti. Trovo interessante approfondire il pensiero dei Padri della Chiesa: favoriscono l’incontro e l’approccio verso questo patrimonio immenso della letteratura cristiana. Stasera è venuto fuori un messaggio forte e deciso il suo pensiero da parte di Tertulliano. Attualizzando il discorso, tuttavia, queste riflessioni ci pongono una serie di difficoltà perché credo che alla luce anche degli sviluppi che la dottrina e il magistero della Chiesa ha avuto sul matrimonio, oggi sicuramente il fine unitivo-affettivo ha un grandissimo valore. E quindi Il matrimonio è una chiamata che la Chiesa riconosce, e quindi oggi una posizione antagonista sul matrimonio sembra essere inattuale”.

Prossimo incontro si terrà sabato 24 febbraio 2018, alle ore 17, all’Aula Magna della casa del Volto Santo. Salirà in cattedra il prof. Marcello Marin, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, che leggerà Agostino, La grazia e il libero arbitrio a cura di G. Balido edita dalla Editrice Domenicana Italiana nel  2016. Ricordiamo che è prevista l’attribuzione di crediti per gli Studenti della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e per i Dottorandi dell’Università di Napoli Federico II che partecipano alle Lecturae.

                                                   Antonio Boccellino

Lettera di Tertulliano alla moglie

Condividiamo la stessa speranza,
lo stesso ideale,
lo stesso modo di vivere,
lo stesso atteggiamento di servizio.
Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore,
senza divisione nella carne e nello spirito,
insieme preghiamo,
insieme ci inginocchiamo
e insieme facciamo digiuno.
Istruiamoci l’un l’altro,
l’un l’altro esortiamoci,
sosteniamoci a vicenda.
Insieme stiamo nella santa assemblea,
insieme alla mensa del Signore,
insieme nella prova,
nella persecuzione, nella gioia.
Nulla nascondiamo l’un l’altro,
non ci evitiamo l’un l’altro,
l’un l’altro non siamo di peso.
Volentieri facciamo visita agli ammalati,
volentieri assistiamo i bisognosi,
senza malavoglia facciamo elemosina
senza fretta partecipiamo al sacrificio,
senza sosta assolviamo ogni giorno i nostri impegni.
Ignoriamo i segni di croce furtivi,
rendiamo grazie senza reticenze,
benediciamo senza vergogna nella voce.
Salmi e inni recitiamo
A voci alternate
Ed insieme gareggiamo
Nel cantare le lodi al nostro Dio.
Vedendo e sentendo questo,
Cristo gioisce e ci manda la sua pace.
Là dove sono i due sposi,
ivi è anche Cristo.

[Cfr. Tertulliano, Ad Uxorem, II, 8,7-8]