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San Ludovico da Casoria e Re Francesco II di Borbone due Napoletani nati per la Pace

thumbnail_natale20188Il 2018 è l’anno in cui ricorre il 70° anniversario della pubblicazione della Dichiarazione Mondiale dei diritti dell’uomo, documento che resta una vera e propria pietra miliare per quanti s’impegnano nella costruzione di un mondo più giusto e migliore.
Nella cornice di questa importante ricorrenza si è svolta a Napoli, presso l’istituto delle Suore Francescane Elisabettine di Capodimonte, una manifestazione celebrativa con la quale si è fatta memoria di due uomini che, a loro tempo, si sono particolarmente impegnati e prodigati per il diritto alla libertà personale: san Ludovico da Casoria e Re Francesco II di Borbone.
L’iniziativa è stata promossa dalla Delegazione Napoletana della Fondazione Francesco II di Borbone e dal Gran Priorato Internazionale dei Poveri Cavalieri di Cristo “Cavalieri Templari Cristiani”, con l’alto patrocinio morale dei Club Unesco di Napoli e di Bisceglie, e ha visto come protagonisti i ragazzi del “Piccolo Coro Maria SS.ma del Carmine” di Conversano (BA), che hanno allietato la serata non solo animando la celebrazione religiosa ma offrendo ai presenti il loro “Concerto per la Pace”.
thumbnail_natale201816La manifestazione, dopo i saluti delle autorità convenute (di don Luciano Rotolo della Fond. Francesco II, del G.M. Massimo Maria Civale dei Poveri Cavalieri di Cristo, del dott. Ferdinando Danese del Club Unesco di Napoli, della dott. Rosanna Rivas ambasciatrice di pace della Universum Academy Switzerland e del Sindaco di Sirignano dr. Raffaele Colucci) ha preso l’avvio dalla “Grotta di Betlemme”, realizzata da san Ludovico, con una “fiaccolata per la pace” che ha raggiunto l’istituto delle Suore Francescane, dove è stata celebrata una S. Messa. Durante l’omelia il celebrante ha voluto ricordare l’impegno profuso da san Ludovico da Casoria che, con il decisivo e sentito sostegno della Casa Reale Borbone Due Sicilie, attivò una rete di aiuto nei confronti dei tanti bambini africani venduti come schiavi sui mercati egiziani. Il santo napoletano faceva acquistare questi bambini e li portava a Napoli dove, insieme alla libertà, ricevevano istruzione e futuro.
Per realizzare questa opera si rivelò insostituibile il ruolo dei sovrani napoletani (di Ferdinando II che acquistò la casa di Capodimonte per far alloggiare i bambini liberati e poi di Francesco II che continuò a inviare cospicui aiuti economici per sostenerne le spese), delle suore Stimmatine e poi, dal 1862, delle Francescane Elisabettine che s’impegnarono a fare da mamme per questi piccoli che erano passati attraverso i terribili traumi della schiavitù.
I Reali borbonici erano così convinti della necessità di garantire il diritto alla libertà individuale che vollero, in modo assolutamente rivoluzionario, arrivare ad adottare due ragazzi africani schiavi, che così entrarono a far parte della famiglia reale al punto da seguirla anche nell’esilio.
Questa la storia di ieri che anticipò, in un’epoca in cui molti ritenevano la schiavitù come una condizione “normale”, uno di quei diritti fondamentali che saranno poi sanciti dalla Carta del 1948.
Questa manifestazione vissuta a Napoli, invece, ha voluto essere un segno per l’oggi; un fermo richiamo alla condanna di ogni forma di schiavitù e, soprattutto, di quelle forme di violenza e di sfruttamento che, purtroppo, ancora oggi vedono come protagonisti tanti bambini e tante bambine del mondo.

E tutto questo è stato espresso con l’innocenza e la voce dei piccoli cantori del coro di Conversano che ha fatto vibrare i cuori di quanti, numerosi, sono intervenuti.
                                                     Don Luciano Rotolo