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Lectura Patrum, Il Prof. Rizzi legge il “Commento all’Apocalisse” di San Cesario d’Arles

LP 22022020 okSi dice Apocalisse, e subito si pensa alla catastrofe, alla fine del mondo, alla rovina totale. “In realtà il termine significa – ha spiegato Marco Rizzi - rilevazione. Si tratta di un genere letterario, sviluppatosi attorno ai primi secoli della nascita di Cristo, che si esprime in varie modalità: con un veggente che ha delle visioni, oppure attraverso un viaggio ultraterreno, come nel caso delle Lettere ai Corinzi di San Paolo. Anche l’Apocalisse di Giovanni, nel senso di rivelazione, è legata a questa idea. L’attuale interpretazione sbagliata come “fine del mondo” è un aspetto riduttivo”.  L’intenzione di Cesario d’Arles è quella di de-escatoligizzare l’Apocalisse, non associarla all destino ultimo del genere umano”.
Ecco l’ abstract del III incontro di Lectura Patrum Neapolitana, i simposi di approfondimento sul pensiero dei Padri della Chiesa promossi dall’Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re insieme al prof. Antonio V. Nazzaro.
Tenutosi nella serata di sabato 22 febbraio, all’Aula Magna della Casa del Volto Santo, il meeting è stato un approfondimento anche su Cesario d’Arles, un esponente del cristianesimo della Gallia vissuto nel V secolo. A relazionare è stato il prof. Marco Rizzi, ordinario di Letteratura Cristiana Antica nell’Università Cattolica di Milano, che ha affrontato il tema il “ Commento all’Apocalisse” di Cesario, nella versione durata a cura dal prof. F. Tedeschi, edita dalle Paoline nel 2016 (Letture cristiane del I millennio).
Monaco prima e vescovo poi, San Cesario, è una figura importante dei Padri della Chiesa, perché, ha spiegato il relatore “ rappresenta uno snodo tra il mondo tardo antico e quello medioevale, uomo molto colto, è stato autore di molti scritti ed omelie che venivano utilizzati dai sacerdoti del tempo”.
Avvio dell’incontro a cura del prof. Nazzaro che ha presentato l’accademico, tracciandone un breve profilo: “ Oltre alla cattedra di Letteratura Cristiana antica– così il prof. Nazzaro - Rizzi è autore di numerosi e apprezzati volumi per la casa editrice Il Mulino (La secolarizzazione debole, l’Anticristo, ecc .); è collaboratore del quotidiano Il Corriere della Sera e di alcune prestigiose riviste di Storia del Cristianesimo e di scienze religiose. Fa parte di prestigiose associazione di studi patristici, tra le quali campeggia l’AIEP- IAPS (Association Internationale d’Études Patristiques – International Association of Patristic Studies) di cui è stato eletto segretario generale. Siamo di fronte ad una figura scientifica di rilievo”.
Nel corso del seminario, Rizzi ha poi letto alcune frammenti delle omelie: in particolare la II e la V, soffermandosi sugli aspetti simbolici presenti in questo testo biblico di San Giovanni, per i quali ha fornito un accurato commento e una rilettura in chiave escatologica.
Ha fatto da cornice all’evento un qualificato uditorio, a partire da una larga rappresentanza di religiose dell’Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re, ad alcuni docenti universitari, quali la professoressa Teresa Piscitelli, il prof. Giuseppe Balido ed altri.
L’incontro si è concluso con il consueto dibattito che è stato l’occasione per fornire ai presenti alcuni chiarimenti.
Suor Elvira Minicozzi, superiora della Casa del Volto Santo, ha così commentato: “ Siamo contente dell’argomento scelto per questa Lectura Patrum di questa sera perché abbiamo trattato un argomento biblico. Il professore è stato eccellente nella sua esposizione e tanti dubbi sono stati sciolti in ciascuno di noi.”
                                                                             Antonio Boccellino